domenica 19 luglio 2020

Verificare se un fisioterapista è iscritto all'Ordine professionale

Un fisioterapista, per esercitare la professione, deve risultare iscritto al recentemente istituito Ordine professionale. Esso è attualmente denominato

Ordine dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche della Riabilitazione e della Prevenzione.


Riporto di seguito i dati della mia iscrizione.

=====================

Ordine:

Ordine dei TSRM e PSTRP delle province di Firenze, Arezzo, Prato, Pistoia, Lucca e Massa Carrara

Numero di iscrizione:

2.193

Delibera:

n. 3.118 del 5 settembre 2019

Albo professionale:

Fisioterapisti

=====================

I suddetti dati sono verificabili sul sito dell'Ordine con la seguente procedura:

  • Nell'apposito spazio scrivi il cognome e nome dell'operatore
  • Nel primo menù a tendina, come ente di appartenenza, scegli la voce relativa alla provincia o alle province in cui l'operatore esercita
  • Nel secondo menù a tendina scegli "Fisioterapista".

Se l'operatore è iscritto all'albo, apparirà una schermata come questa:



Cliccando sul suo nominativo, la sua scheda si espanderà mostrando tutte le informazioni in un quadro come questo:


mercoledì 27 maggio 2020

Come smettere di serrare i denti di notte

Serrare i denti di notte è un problema spesso associato a una disfunzione del sistema nervoso autonomo, all'eccessivo stress o a una patologia dell'orecchio interno*. che può portare a dolori dei muscoli del volto e del collo, oltre che danni alla dentatura (danni ancora maggiori alla dentatura vengono prodotti dal bruxismo, cioè il digrignare i denti, che però è un problema diverso, non trattato in questo articolo).

A molti pazienti viene prescritto un bite, che però il più delle volte non è risolutivo se non per pochi giorni o addirittura è controproducente.

Di seguito spiegherò come si può tentare di eliminare il problema con un semplice esercizio, risultato efficace nel 60% dei pazienti, ideato da Marcello Bettuolo, collega di Abano Terme, che ne ha parlato in questo video.
  • Per tutta la durata dell'esercizio, tieni un pacchetto di fazzoletti o un oggetto di consistenza simile nella mano destra e uno nella sinistra; inoltre, mantieni la bocca chiusa con le guance gonfie
  • Esegui contemporaneamente le segueni istruzioni per 30 secondi:
    • mantieni la muscolatura del collo rilassata
    • chiudi le dita con tutta la forza, stringendo gli oggetti che tieni in mano
    • respira lentamente, con un'inspirazione di 5 secondi, una pausa respiratoria di 2 secondi e un'espirazione di 5 secondi
  •  Rilassati completamente e respira normalmente per 3 secondi circa, dopo di che ripeti per altre 2 volte quanto indicato sopra
Questo esercizio, per essere efficace, dev'essere eseguito non meno di 10 volte al dì, distribuite omogeneamente nelle ore della giornata. È infatti necessario proporre al cervello uno stimolo frequente allo scopo di ottenere una rieducazione.

I primi risultati solitamente si presentano dopo 7 giorni; risultati molto buoni si ottengono dopo un mese. Il tutto a patto che si intervenga efficacemente anche sulle eventuali cause psicologiche dello stress, se questo è causa o concausa del problema.

* Nota: se hai avuto o hai problemi dell'orecchio interno, come una labirintite, il fatto di serrare i denti di notte potrebbe essere una reazione con cui la tua muscolatura tenta di compensare questi problemi, magari riuscendoci e così ottenendo la scomparsa dei relativi sintomi. Tali sintomi potrebbero quindi ricomparire quando smetterai di serrare. In tal caso, sospendi l'esercizio e rivolgiti a un otorinolaringoiatra.

lunedì 2 marzo 2020

La TENS non è efficace per la cervicalgia cronica, secondo una revisione di studi


Il dolore cervicale cronico rappresenta un problema per un grande numero di persone; dalle varie statistiche effettuate, che hanno fornito risultati differenti, possiamo dire che la percentuale della popolazione che ne soffre varia dal 10% al 24%.

La Stimolazione Elettrica Nervosa Transcutanea (TENS) è un trattamento usato da molti anni per vari tipi di dolori dell'apparato locomotore, compreso il dolore cervicale. L'economicità dei dispositivi per la TENS, la facilità d'uso e la non pericolosità del trattamento hanno contribuito alla sua diffusione non solo in contesti terapeutici: gli strumenti vengono venduti anche ai privati, che lo usano autonomamente.

Una revisione della letteratura scientifica pubblicata nel 2019 includeva studi controllati randomizzati su pazienti di età maggiore di 18 anni con dolore cervicale presente da almeno 12 settimane.
Lo studio confrontava i risultati ottenuti con la TENS, usata singolarmente o insieme ad altri interventi terapeutici, con i risultati di altri trattamenti di tipo attivo o passivo, considerando, fra i risultati, il miglioramento del dolore, il decremento della disabilità e la diminuzione di eventi avversi.

Il confronto ha confermato i risultati di altre revisioni che già precedentemente erano state pubblicate: non ci sono sufficienti elementi per considerare la TENS efficace per la cura dei pazienti con cervicalgia cronica.

domenica 29 dicembre 2019

Trigger Point sul trapezio superiore in pazienti con emicrania


A gennaio 2019 è stato pubblicato il primo studio in cui la risonanza magnetica è stata usata per identificare i Trigger Point Miofasciali nel muscolo trapezio superiore in pazienti con emicrania.

La ricerca, condotta da Nico Sollmann ed altri, è stata pubblicata su The Journal of Headache and Pain (https://thejournalofheadacheandpain.biomedcentral.com/articles/10.1186/s10194-019-0960-9)

Queste le conclusioni:

Il nostro approccio rende possibile l'identificazione di Trigger Point Miofasciali con l'osservazione della risonanza magnetica in T2 anche in assenza di alterazioni qualitative del segnale. Questo potrebbe suggerire un cambiamento del metodo attualmente considerato gold-standard per la valutazione dei Trigger Point, suggerire interventi più mirati e oggettivamente verificabili, nonché aggiungere preziosi modelli per capire l'interazione fra sistema nervoso centrale e periferia responsabili dell'emicrania.