mercoledì 26 settembre 2018

Nuovo studio di fisioterapia a S. Giovanni Valdarno

Sono quasi finiti i lavori del nuovo studio fisioterapico a San Giovanni Valdarno, in via della Costituzione 88. Verrà inaugurato il 6 ottobre.

giovedì 1 febbraio 2018

TechstressFree - Proteggersi dallo stress tecnologico

In questo video ti parlo di un metodo messo a punto da Dario Martinis e Andrea Deltetto, in grado di risolvere un problema assai sottovalutato: il peggioramento della qualità della vita dal punto visita fisico, psicologico e siociale dovuto all'uso intenso di dispositivi tecnologici (computer, smartphone e simili).





Il frequente uso di computer e cellulari comporta danni fisici e psicologici per milioni di persone, sia bambini che adulti, e questo è certificato da un’ampia letteratura scientifica (puoi consultare la bibliografia a questa pagina).

La lunga e attenta ricerca di materiale da parte di Dario e Andrea, divulgatori a tempo pieno su questo argomento, ha permesso loro di mettere a punto un programma molto ben fatto, attuabile da chiunque, che non ha eguali in Italia.

Se lavori al computer o se hai un figlio che passa molto tempo su un cellulare o un tablet, ti consiglio di guardare il loro video di presentazione, online da alcuni giorni.
In questo video Dario e Andrea, oltre a parlare del techstress, ti spiegheranno come mantenere benessere, vitalità e forza; ti spiegheranno inoltre perché educazione all’ergonomia e sport non bastano a risolvere i danni della sedentarietà.

Se vuoi essere preparato su queste tematiche e magari essere di buon esempio per tuo figlio, o se lavori con dispositivi digitali di qualsiasi tipo e vuoi proteggere la tua salute, clicca sul link qui sotto:

Marco Malatesta - Fisioterapista Montevarchi - Terranuova Bracciolini

martedì 9 gennaio 2018

Dolore cervicale: fattori di rischio e metodi efficaci

Lo scorso 31 gennaio ho partecipato allo spazio salute di UNO Tg, il telegiornale di TV1, emittente di Montevarchi.



Ho parlato principalmente delle cause della cervicalgia, degli errori da evitare e dei rimedi che funzionano. Guarda il video oppure leggi i contenuti di seguito.

Chi colpisce il dolore cervicale? Quali sono le persone più a rischio?

Uno dei fattori di rischio è il sesso femminile: le donne soffrono di cervicalgia più degli uomini. Per quanto riguarda l’età, la cervicalgia è più frequente dopo i 40 anni. Uno sport che espone al rischio di cervicalgia è il ciclismo. I lavori a rischio sono i lavori con macchinari, i lavori che implicano molti movimenti di flessione e rotazione del collo; più in generale, la cervicalgia è più frequente in chi soffre di stress lavorativo, sia fisico che mentale. Altro fattore di rischio sono episodi di cervicalgia già occorsi in passato, quindi la cervicalgia, in altre parole, presenta spesso delle recidive.

Quali errori un paziente con dolore cervicale dovrebbe evitare?

Un errore è imbottirsi di farmaci senza farsi prima una domanda fondamentale: che tipo di dolore è? Quando si ha un dolore bisogna indagare sul tipo di dolore anziché improvvisare una terapia.
Un altro errore è tergiversare e far finta di nulla. È vero che molti episodi di cervicalgia si risolvono da sé, ma di solito questo accade molto lentamente: solo il 40% si risolve spontaneamente in meno di 12 mesi. Inoltre il problema sono le recidive e la cronicizzazione.

È un errore, per curare la cervicalgia, il "fai da te" ?
 Diciamo che il “fai da te” va bene quando si tratta di seguire a casa i consigli che il fisioterapista ha dato al paziente e che il paziente ha capito e imparato.

Quali sono gli interventi fisioterapici più efficaci per il dolore cervicale?

Se parliamo di cervicalgia aspecifica, quindi non imputabile con certezza ad una alterazione anatomica, ad oggi, secondo l’evidenza scientifica, sono efficaci
- la terapia manuale associata alla fisiokinesiterapia, quindi gli esercizi suggeriti dal fisioterapista;
- inoltre è efficace interrompere di tanto in tanto il lavoro al computer con pause che consentano di rilassarsi
- Altra cosa efficace, che non riguarda strettamente la fisioterapia, ma che ci tengo a sottolineare, perché è molto importante, è risolvere eventuali stati d’ansia e la paura del dolore. Del resto fa parte del circolo virtuoso della fisioterapia: quando diminuisce il dolore, diminuisce anche la paura del dolore. Quando diminuisce la paura del dolore inizia a diminuire anche l’ipersensibilità ai movimenti e alla palpazione, e si avanti così verso un progressivo miglioramento.

Ci sono interventi terapeutici che è meglio evitare?

Premetto che fortunatamente in fisioterapia è molto raro che si faccia danno. Il danno, più che altro può essere economico per un paziente che ha speso soldi senza ottenere un risultato, oppure ha speso soldi per migliorare una situazione che sarebbe migliorata anche da sé o con un placebo.
Inoltre, parlando di scelta su quale approccio terapeutico usare e quale evitare, aggiungo che il professionista della salute fa benissimo a consultare gli studi scientifici, che però inevitabilmente e giustamente devono affiancarsi all’esperienza professionale.
Detto questo, se vogliamo dire quali sono gli strumenti terapeutici che, almeno quando usati singolarmente, non hanno una grande evidenza scientifica di efficacia maggiore rispetto al placebo, questi sono
- il collare
- la trazione vertebrale
- la TENS, cioè la terapia strumentale di stimolazione nervosa elettrica transcutanea,
- i farmaci miorilassanti, oppioidi, paracetamolo o antidepressivi.
Ma soprattutto, come ci tengo a dire spesso, non hanno efficacia o hanno poca efficacia gli antinfiammatori quando il dolore non è principalmente infiammatorio, e questo si verifica nella maggior parte dei casi: nella maggior parte dei casi il dolore cervicale è di tipo muscolo-fasciale, e si può trattare con la fisioterapia fino a migliorarlo di molto o anche risolverlo completamente.

martedì 2 gennaio 2018

Tecnica sui Trigger Point: un caso di dolore lombare laterale

Alcuni giorni fa un paziente mi ha contattato chiedendomi un trattamento "fisioterapia di emergenza" per una lombalgia che descriveva come "tipo colpo della strega". Era però un dolore di schiena non "a fascia", termine spesso usato per descrivere un dolore muscolare che interessa tutta la lombare, ma limitato alla regione sinistra. Quando sono andato a trattarlo (circa tre ore dopo) era già un po' migliorato, ma aveva ancora un dolore molto fastidioso nell'anzarsi dalla sedia e nel cambiare postura da disteso.

Fra i vari test muscolari che ho eseguito è risultato positivo quello per il muscolo quadrato dei lombi di destra. Per testare questo muscolo avevo chiesto al paziente, da posizione supina, di spingere sulla mia mano che avevo posizionato sulla pianta del piede, nella zona del tallone controlaterale, quindi sinistro. Questo perché da posizione naturale (ginocchia e anche estese) l'unico modo di spingere col tallone è inclinare il bacino, e pr inclinare il bacino è necessario che proprio il muscolo quadrato dei lombi controlaterale, che si inserisce sulla cresta iliaca del bacino, tiri quella parte del bacino in direzione della testa, come mostrato dalla figura.

Azionare il quadrato dei lombi di destra risultava, dunque, doloroso. E il paziente riferiva che il dolore era proprio lo stesso di cui si era lamentato, e cioè, ricordiamolo, dolore dalla parte opposta rispetto a questo muscolo: zona lombare sinistra.

A differenza di quanto potrebbe risultare intuitivo, il trattamento manuale da eseguire sarebbe stato non sulla zona dolorante, ma sul muscolo alla cui azione si scatenava il dolore.
Difatti non ho neanche toccato la zona lombare destra. Ho trattato vari trigger point della zona lombare sinistra, sul ventre muscolare e sulla zona di inserzione del quadrato dei lombi.

Dopo pochi minuti di trattamento il dolore era completamente scomparso.

Questo è un tipico caso utile a capire che fisioterapia e terapia manuale non significa semplicemente fare un massaggino sulla zona dolorante. La fisioterapia è efficace, e può esserlo anche velocemente, se alla base c'è un ragionamento clinico, che può spesso risultare controintuitivo.